
|
CHI SONO!
Sono Angelo Cucciolo di Orso Bianco Mammetti.
Dare il nome delle cose alle cose è una delle tecniche più efficaci insegnate ai futuri operatori della Medicina Tradizionale Cinese. Il conoscere il nome di ogni punto di Agopuntura è dato dalla ricerca, e scoperta, della loro funzione, attraverso la pratica della propria sensibilità. Alla fine il nome è lo stesso per tutti, ma ognuno lo ha scoperto da sé perché solo quello poteva avere.
Chiamarsi “Angelo”, per quelli della mia generazione, è un fatto molto comune: credo sia il 4° o il 5° nome più comune in Italia. D’altro canto tutti i bimbi sono “angeli”…. Inoltre, a quel tempo, si usava molto, soprattutto nelle società rurali, passare il nome da Nonno a Nipote, e infatti mio nonno si chiamava come me. E anche alcuni dei miei cugini. Vabbè: tradizioni! Ma arrivato a 51 anni so, con Einstein, che “Dio non gioca a dadi col mondo” e che, perciò, “Niente capita a caso”: qualcosa del “messaggero” (dal greco antico àngelos) ce lo devo avere. Il problema è che il messaggio non so quale sia, né a chi devo portarlo: le comunicazioni, in questo ambito, non sono proprio così dirette….. e sono anni che cerco di decifrare il codice. Speriamo che nel frattempo non diventi inutile per chi dovrebbe riceverlo….
Il cognome ha un solo significato, per me, e lo esprimo con le parole dello schiavo nero che, in tribunale (nel film “Amistad”), dice: “Chiederò aiuto ai miei antenati! Non potranno negarmelo perché io sono il motivo per cui sono vissuti!”. È questo il legame (gli antenati non sono i “parenti”) e io lo onoro e lo rispetto. Forse non ancora abbastanza.
“Cucciolo di Orso Bianco (o Polare)” è il mio nome di medicina. Beh, si può ridere…
Credo fermamente che “niente e nessuno ha potere SU niente e nessuno, se niente e nessuno glielo da”. Perciò so che non corro alcun pericolo nel rendere pubblico il mio “nome di medicina” e, anzi, favorisco la comprensione di chi io sia.
Non mi è stato “dato” da nessun guru né maestro né sciamano, non ho mai chiesto di “averlo” e ho rifiutato ogni proposta di farmelo dare. Ho alcune reticenze sul battesimo….. C’è comunque tutta una vicenda, lunga 5 anni, che non ha senso qui raccontare. Resta il fatto che un “nome di medicina” lo è! (vedi sopra “l’importanza di dare il nome alle cose”).
Questo tipo di nome indica la “medicina” (termine che è frutto di una traduzione semplicistica e strumentale) di un individuo ed è sempre tratto dall’osservazione della Natura. Ha tre indicazioni d’uso ben precise (secondo le tradizioni che io condivido): 1) ricorda che siamo un tutto UNICO e che l’essenza vitale è la stessa per ogni forma; 2) solo l’integrare l’essenza del nome nella tua vita porta la salute; 3) sappi che la tua salute (come integrazione del nome) è funzionale alla salute della tribù e del pianeta. E il primo compito di chi sa di chiamarsi in un certo modo è osservare a sua volta la natura dell’immagine ricevuta e poi integrarne l’essenza.
L’Orso Polare vive in solitudine, salvo nel momento dell’accoppiamento e, per la femmina, nell’allevare i cuccioli. Ecco, mi pareva…. La sua difesa è il mimetismo: difficile notarlo nell’ambiente se non è in movimento. E va bene…. Ha una strategia di caccia molta astuta (lui) e ha sviluppato un modo di muoversi che è geniale nel risparmio di energia (lui). Per gli Inuit, quelle 3 tonnellate in movimento sono il totem della forza, dell’auto guarigione e del sogno come introspezione. Arrivarci ad avere 3 tonnellate!!!! Perché se l’ambiente è tosto per l’adulto, immaginarsi per il cucciolo… Resta con la madre per 5 anni, più o meno, e il primo pericolo alla sua sopravvivenza è …. il padre! (ma va?). Il bestione si aggira nei pressi della tana in attesa che la femmina (quella che lui ha fecondato) vada a caccia e lasci indifesa la dispensa (2 o 3 orsetti figli suoi). Perché lui sa che lì c’è carne che cresce: lo ha fatto apposta per assicurarsi la sua di sopravvivenza…. (dove ho già visto questa storia?). Fatto sta che l’importante è che il cucciolo riesca a raggiungere qualche quintale e un po’ di autonomia e non sia, perciò, più appetibile.
Per insegnarmi la mia “medicina”, il Cucciolo che mi riguarda ha 3 / 4 anni ed è nella fase in cui comincia a staccarsi dalla madre. Sta imparando a cacciare, a muoversi, ad integrarsi nell’ambiente, ad essere autonomo, a diventare il “Re dell’Artico”. La “medicina” sta appunto nell’apprendimento di sé nella relazione con l’ambiente, da un lato LA minaccia, dall’altro guida e sostegno. È la maestria che il Cucciolo apprende, la fase di scoperta di sé che viene dopo il momento delle conoscenze trasmettibili. Conosce sé stesso e il suo mondo scoprendolo da solo e in solitudine.
Perciò: i miei antenati sono vissuti perché io porti un messaggio relativo a COME apprendere chi si è in quanto “Re” del proprio mondo. Ecco!
Forse ho capito male, ci devo pensare….. non è che mi piaccia un gran ché, eh?
|
|