Angelo Mammetti

home

 

EvoluAZIONE

È il nome che ho dato alla tecnica che uso per lavorare sul corpo.

Parto dal principio che ognuno di noi si evolve comunque, volente o nolente, e arriva là dove egli stesso permette, o non permette, che quello che è si manifesti. È evidente che se riuscisse a permetterlo, starebbe meglio, ma chissà come mai non sempre ci si riesce.

Ci sono molti modi per avventurarsi nell’esplorazione del che cosa impedisce questa auto realizzazione e quello che propongo io è un lavoro col/sul corpo. Un’azione consapevole quindi per sbloccare la propria evoluzione e per incrementarne la velocità. È l’azione, e che sia consapevole, in realtà, la mèta vera.È stato per me sconcertante scoprire che le persone che vogliono affrontare un cambiamento, non conoscono il proprio corpo. Lo considerano, anzi, se non un’entità estranea, qualcosa da non prendere in considerazione. Addirittura solo un “veicolo” se non un ostacolo. Peggio ancora, scoprire che questo “ignorare” è anche di persone che insegnano pratiche fisiche (yoga, danza, sport, eccetera). Partono dal presupposto che le emozioni e le sensazioni risiedano nella mente e credono che basti “parlarne” e “capirle” per cambiare gli effetti sulla propria vita.Io sono assolutamente convinto che nelle convinzioni risiede l’ostacolo alla propria evoluzione, ma ho sperimentato che ogni convinzione deve essere ri-conosciuta se si vuole trasformarla. E per ri-conoscerla, l’unica parte di noi che non mente e che permette di SENTIRE è il corpo con la sua meravigliosa perfezione.Se le malattie sono la manifestazione fisica di una convinzione, di un conflitto, di un disagio, è dalla lettura del corpo che si può risalire al significato del mesaggio che, non ascoltato prima, vuole essere recepito.

Ho studiato la Bioenergetica di Alexander Lowen, ma anche teatro, danza moderna e contemporanea, balli da sala, tango argentino e alcuni rudimenti di "thai chi chuan" e perciò faccio interagire, dentro di me, tutto il bagaglio di cui sono fornito.

Non essendo un analista Bioenergetico, non è mia intenzione entrare nel merito dei risvolti psicologici del lavoro sul e con il corpo, pur conoscendone “alcuni” aspetti. Non mi sono mai occupato di questo perché, con lo stesso Lowen, ritengo che la terapia, nascendo dalla stessa cultura che ha generato la malattia (la nevrosi), non può avere gli strumenti per affrontarla, né superarla. Il punto di partenza è l’osservazione della sudditanza alle sue convinzioni che l’individuo accetta passivamente/inconsciamente di avere (“È così e non si può fare niente!”) e la mèta che voglio raggiungere è la libertà che passa necessariamente dal portare alla coscienza, per integrarle, le emozioni/convinzioni che sono bloccate (rimosse, negate, sospese). Sono trattenute nelle “contrazioni muscolari croniche”.

Generalmente, per un più corretto uso delle tecniche, io credo sia preferibile compiere un processo di apprendimento partendo dalla comprensione degli aspetti fisiologici dei blocchi. Propongo 5 domeniche distanziate di tre settimane, onde permettere di sperimentare gli "esercizi" nelle azioni della vita quotidiana e radicare così il cambiamento di prospettiva in un’ “abitudine” funzionale. Sta ai singoli, poi, fare l’uso migliore di ciò che hanno imparato. Inizio quindi, sempre con le notizie sulla fisiologia, della respirazione soprattutto, ma anche delle manifestazioni di una postura corretta, evidenziando, per contro, quelle di una scorretta., sottolineando, man mano, quella relativa alla tipologia di convinzioni acquisite nel tempo. Attuando semplici, ma efficaci, movimenti (sia allopatici che omeopatici), si verifica la consapevolezza del “blocco” e si cerca di affrontarlo. A volte usandolo, a volte usando l’emozione sottesa, a volte esprimendo l’opposto.

Si arriva all’ “ espressione di sé”, a ciò che la impedisce o facilita. È nella totalità del suo movimento che l’individuo mostra, con l’armonia e la grazia, l’assenza di blocchi; la negazione/rimozione di qualche parte del movimento, ne mostra invece la presenza. Si osservano, insomma se le espressioni, nel movimento, sono coerenti, consapevoli, efficaci, inefficaci, integrate, eccessive o insufficienti…. Ultima fase è l’approccio alla “creazione”, base e fondamento della Libertà dell’esistenza, e quindi l’applicazione di molte delle tecniche teatrali e di espressione artistica del corpo che conosco.

Con i gruppi con cui ho lavorato, si arrivava, dopo i 5 incontri, e per iniziativa loro, a ritrovarsi poi in sedute settimanali di gruppo, con la mia presenza come coadiuvatore. In una ricerca che DEVE comunque essere personale e individuale.

EvoluAZIONE Articolo (scarica pdf)

Conferenza di Presentazione 31 marzo 2011 (sintesi) (scarica l'audio)

Conferenza di Presentazione 31 marzo 2011 (intera) (scarica l'audio)

"EvoluAzione"(scarica il pdf)

>> torna indietro