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L'ULTIMA CERIMONIA
Una cerimonia è un’azione svolta al fine di produrre una speciale attenzione a qualcosa. È un insieme di gesti che vengono caricati di un’importanza extra ordinaria allo scopo di portare la coscienza dei partecipanti in uno stato alterato nel quale essere partecipi di un’informazione altrimenti celata. Ad uso abituale delle religioni, è anche usata nella vita civile in situazioni particolari in cui l’attenzione dei partecipanti e degli spettatori vuole essere veicolata ad una percezione di una qualità più profonda e non abituale.
L’essere in cerimonia è entrare in uno stato di coscienza non abituale e non ordinario ed è un atto intenzionale e deliberato dell’individuo. Quando succede, perché non sempre succede, la percezione di sé e del mondo supera quella abituale dei cinque sensi e gli schemi di riferimento sono spesso superati e se ne scoprono altri. È il superamento di questi schemi di riferimento, propri della realtà ordinaria, che fa dire che si entra in contatto con il divino. Fin’ora, che è esistito il concetto di un sopra e un sotto, di un dentro e un fuori, dove stavano rispettivamente un io inferiore e un dio (o altro) superiore, le cerimonie servivano, a seconda delle tradizioni, a far scendere la divinità o a far salire l’individuo. Mantenendo però le distanze e la separazione. E la subordinazione! Avuta la subordinazione, ecco che in mezzo fra i due ci si sono infilati alcuni esseri umani che si spacciavano per intermediari, o mediatori o portavoce. Salvo alcuni che avevano qualità sensitive particolarmente sviluppate (per cui lo stato alterato di coscienza in cui percepire certe qualità era abituale più della norma) e che si sono messi al servizio vero della comunicazione fra i due, il resto è sempre stato una pletora di egoici esseri di potere. Quei pochi, fra l’altro, sapevano perfettamente che non c’era, e non c’è, nessuna separazione fra identità diverse che potrebbero comunicare.
La preghiera, ente strutturale della cerimonia, spacciata per “richiesta” da uno, impotente, all’altro, onnipotente, non è altro, invece, che uno stato dell’essere che si raggiunge con l’attenzione e la pratica costante. È il tendere ad una qualità dell’essere in cui il sentimento perde la sua parte mentale e diventa emozione e, subito dopo, cerca di stabilizzarsi nell’emozione Vita/Amore, dall’altra parte della medaglia, dove è scritto Morte/Paura. Lo stabilizzarsi nella Vita/Amore, per portarne poi la memoria nella vita ordinaria, è la mèta della preghiera, e della cerimonia più in generale. Acquisita la memoria, cambia il sentimento, perché cambia la struttura mentale precedente. A questo si possono attribuire le varie rivelazioni o le illuminazioni, o, più semplicemente le conversioni. Entra una nuova memoria, un nuovo file di riferimento e cambiano i sentimenti e quindi la modalità di agire la propria vita e le proprie relazioni. Sarebbe meglio chiamarla affermazione piuttosto di preghiera, ma il termine preghiera ha una connotazione culturale che il termine affermazione non ha e che è, invece, fondamentale: la rinuncia all’ego.
Uffa! Non è il mio stile, questo, ma come dicheno a RRoma: quanno ce vò, ce vò”!
Passiamo al succo. E alla proposta!
L’elemento fondamentale è l’individuo che sceglie la sua libertà e la responsabilità al 100% che, di questa libertà, si assume.
La Libertà è la condizione naturale di ogni essere vivente e tutti gli esseri viventi, in varie combinazioni degli stessi, sono composti dagli stessi elementi alchemici: acqua, aria, terra e fuoco. No? Quindi una cerimonia che si rispetti, se è finalizzata alla rinuncia dell’ego in quanto gerarca, deve portare alla percezione di questi elementi dentro di sé, della comunanza, attraverso gli elementi, con gli altri esseri e della loro Libertà che è la stessa per tutti. Affermare di essere la stessa cosa paragonati ad un albero o a un lombrico, piuttosto che ad un aquila o una pietra, è un bello scherzetto per l’ego ….
Per gli indiani d’America, secondo le conoscenze giunte a me, ognuno degli elementi è in analogia con altri aspetti della vita, in particolare per l’essere umano, perché è l’essere umano che ha la responsabilità di “comprendere”. Perciò il fuoco rappresenta lo spirito, l’acqua le emozioni (o anima), l’aria la mente e la terra il corpo.
Anche le leggi universali sono quattro , e sono associabili ai quattro elementi.
Con le emozioni si Da (legge della Concessione), con l’aria si Riceve (Legge dell’Attrazione), con la terra si Custodisce (Legge dell’Equilibrio) e con lo spirito si Determina (Legge dell’Intento Deliberato). Se ci celebra in mezzo alla natura, ognuno di questi elementi viene contattato fisicamente nella direzione cardinale di sua competenza (sempre a seguito degli insegnamenti che ho ricevuto io) e ad ogni contatto si pronuncia l’affermazione inerente con la sensazione fisica della qualità. Per esempio mentre mi verso addosso l’acqua, Do tutto quello che ho creduto essere me stesso all’acqua che se lo porta via, glielo regalo proprio, con amore e non con reticenza o con qualche attaccamento, mentre pronuncio l’affermazione. E via di seguito Si pronunciano quattro affermazioni contattando gli elementi in successione particolare e la cerimonia è fatta. Semplice, no?
ACQUA
SUD
anima/emozione
Lasciar andare
“Lascio andare tutto quello che fin qui ha occupato il me stesso che sono per insegnarmi chi io sono”
ARIA
NORD
mente
Attrazione
“Sono la Pace, l’Amore, l’Abbondanza e la Luce per Me Stesso e per il Pianeta in tutte le sue forme”
TERRA
OVEST
corpo
Qui e Ora
“Sento il potere della mia scelta, Qui e Ora, di essere chi veramente Io Sono e di sapere cosa voglio per me e per le mie relazioni”
FUOCO
EST
spirito
Intento Deliberato
“Mi prendo la responsabilità al 100% della mia vita, di chi io sono e di quello che scelgo di manifestare in questa mia incarnazione”
Volendo, ma solo agli interessati, darò ulteriori chiarimenti.
Da qui in poi la Libertà è una cosa che nessuno può più togliere, ma nemmeno dare. Ed è bene pensarci prima se si accetta con i fatti quello che si pattuisce con gli elementi, perché loro i patti li manterranno.
C’è chi mi ha chiesto se sarà veramente libero …
Io rispondo: lo sei sempre stato, ma ti (ci) hanno convinto di no. Imponendoci una cerimonia appena nati, hanno perpetuato nei secoli un condizionamento ben preciso. E questo condizionamento/convinzione, ce lo portiamo addosso in maniera molto pesante, di qualsiasi fonte/religione sia frutto, in tutta la nostra vita senza che ce ne rendiamo conto, esattamente come tutte le convinzioni, che sono inconsce per il 95%.
La prima affermazione, infatti, è relativa al lasciar andare tutto ciò che ha invaso, occupato, condizionato il me stesso che sono, che mi ha permesso di imparare la Libertà attraverso la Prigionia, ma che, se voglio questa libertà, devo lasciar andare. Il difficile viene dopo, perché la Libertà raggiunta è pronta ad essere usata, con Responsabilità. Se prima poteva essere colpa o responsabilità di qualcun/qualcos’altro (religioni comprese) ora è solo propria la responsabilità della propria vita, delle proprie scelte e delle conseguenze. Se prima, con il battesimo (per fare un esempio) siamo stati condizionati, sì, ma avevamo anche chi si poteva prendere le accuse perché facevamo parte di una comunità, ora, rinunciando al battesimo cattolico, non ce se la può più prendere con i cattolici, ma bisogna vedersela solo con sé stessi. Parlo di cattolicesimo perché è la convinzione/credenza di cui io ho fatto parte, ma vale per tutte.
Nella rinuncia al battesimo, sei Libero di andare dove vuoi, ma nell’affermare che ti prendi la Responsabilità al 100% della tua vita, non puoi prendertela con nessuno, più.
Quindi: si diventa liberi veramente? Bisogna pensarci bene, no? Nessuno ti rende libero. Salvo te stesso!
In finale devo aggiungere una cosa fondamentale: trattandosi di Libertà Totale, non c'è spazio per condizionamenti o regole da rispettare, nemmeno nella forma di questa cerimonia. Ognuno ha una sua storia che è cresciuta in base alle caratteristiche individuali, perciò è necessario che tutto RISUONI per potersi appoggiare sul mezzo di trasporto verso lo stato alterato di coscienza.
Quello che conta sono alcune caratteristiche comuni e cioè: il coraggio di prendersi la Responsabilità al 100% della propria vita davanti al mondo; la consapevolezza che la Libertà è uno STATO naturale; la consapevolezza che la natura non giudica ma è; la voglia di connettersi con le sue qualità che sono le stesse di ognuno.
Quindi, se qualcuno sente di più gli elementi come li vedono i Cinesi, o i Celti, o gli Ermetici, o i Biodinamici, trasformerà la cerimonia in base a queste sue risonanze. Se ritiene che le leggi universali siano altre, si indirizzerà a seguire quelle. Insomma se libertà totale deve essere che lo sia.
Ricordando solo che ci vuole il coraggio di mostrare all'universo e al mondo che si è presa questa decisione, e che da quel momento in poi, si è gli unici responsabili di ciò che ci succede.
Potremo, grazie a internet, creare un blog in cui raccogliere i video della cerimonia attuata, scambiarci sensazioni e paure, gioie e indicazioni ulteriori, perché se ognuno è libero, tutto il pianeta se la gode. E una RETE di esseri umani liberi, auto-responsabili e indipendenti l'uno dall'altro, non può che creare PACE e AMORE.
www.josaya.com
1 Vedi “La Guarigione spontanea delle Credenze” di Gregg Braden, Macro edizioni
2 La differenza fra emozioni e sentimenti e l’influsso di questa differenziazione nel cambiare le credenze e le convinzioni sarà argomento di un’altra situazione.
3 http://www.josaya.com/2010/02/le-4-leggi-universali/
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